lunedì 22 settembre 2008

La Forza maggiore del Caos


La forza del passato, romanzo breve di Veronesi, è probabilmente una delle cose migliori dello scrittore toscano. Certo, il più recente e famoso Caos calmo, è sicuramente un romanzo di una maturità e complessità maggiore, ma l'intreccio narrativo è del tutto simile per entrambi gli scritti: la tranquilla, borghese e pacata vita dei protagonisti viene ad essere sconvolta da un evento tragico, dando l'inizio ad una rielaborazione delle certezze consolidate sui cui questi hanno costruito la propria esistenza. Ma a Pietro Palladini preferisco di gran lunga Gianni Orzan. Gianni, (che riappare come personaggio secondario in Caos calmo, ma che si stenta a riconoscere e sembra quasi che Veronesi lo abbia voluto mostrare in una luce diversa, negativa, come se volesse far recuperare a Pietro il credito presso i lettori di entrambi i romanzi, i quali non potranno non paragonare le due figure) è un personaggio che esprime una trasparenza maggiore. Pietro invece sembra più soggetto ad un relativismo morale che lo contestualizza nella società odierna, ma che allo stesso tempo lo smonta ai miei ottocenteschi occhi di lettore. Chicca della forza del passato è la citazione de La Ricotta di Pasolini, di cui potete vedere un estratto su questo Blog.

mercoledì 17 settembre 2008

Fine delle trasmissioni???


Chiudiamo questo Blog causa inutilizzo??? Aspetto commenti (prima o poi...).

sabato 9 agosto 2008

arvedecce a settembre

un saluto a tutti i miei cari blogberisti. Spagna e Portogallo mi aspettano e vi prometto che vi parlerò di loro al mio ritorno. Per il momento buone vacanze a tutti e ci rivediamo a settembre

venerdì 1 agosto 2008

SOLO 2 PAROLE

Solo 2 parole per fare un augurio ad un amico che ha deciso di imbarcarsi in una nuova avventura. IN BOCCA AL LUPO caro Ryu per il bar e che San Mastro Ciliegia possa guidare i tuoi passi......anzi meglio i nostri per artrovà l bar

Pierpa

Io sono una forza del Passato.
Solo nella tradizione è il mio amore.
Vengo dai ruderi, dalle Chiese,
dalle pale d'altare, dai borghi
dimenticati sugli Appennini o le Prealpi,
dove sono vissuti i fratelli.
Giro per la Tuscolana come un pazzo,
per l'Appia come un cane senza padrone.
O guardo i crepuscoli, le mattine
su Roma, sulla Ciociaria, sul mondo,
come i primi atti della Dopostoria,
cui io sussisto, per privilegio d'anagrafe,
dall'orlo estremo di qualche età
sepolta. Mostruoso è chi è nato
dalle viscere di una donna morta.
E io, feto adulto, mi aggiro
più moderno d'ogni moderno
a cercare i fratelli che non sono più.