giovedì 9 ottobre 2008

Non si esce vivi dagli anni '80?



Come il mio illustre coetaneo Scanzi, penso che gli anni '80, di cui oggigiorno si stanno celebrando le glorie, siano un periodo non proprio brillante... 
Che ne pensate?


venerdì 3 ottobre 2008

SEM MISSI MALE

Ho da poco appreso la notizia che negli states una giornalista è stata licenziata in tronco per aver sfoggiato una maglietta di Obama durante un collegamento. motivo: un giornalista deve essere credibile e sopra le parti. io penso che quando si arriva a prendere lezioni di democrazia e civiltà da un paese che come l'America è famosa per l'esatto contrario vuol dire che sem missi proprio male!!!!

giovedì 2 ottobre 2008

Voi non siete gli "Alice in chains"


Chissà se il povero Layne si rivolterà nella tomba, o più coerentemente con la propria indole ignorerà lo scempio che stanno per combinare i suoi amici(?) compagni di avventure con il suo mitico gruppo : gli Alice in chains.
Dico suo perchè nonostante il collega Jerry Cantrell fosse autore delle loro musiche e di molti tra i loro drammatici testi, contribuendo non poco a creare delle atmosfere buie e rabbiose difficilmente riscontabili in tutto il panorama del rock, l'elemento caratterizzante è sicuramente la voce irripetibile di Layne. Metallica , fredda , bollente e soprattutto potente e potrei trovare mille altri aggettivi altrettanto inutili...(ascoltare per credere).
Fatta la precisazione torniamo allo scempio: layne stanley era un tipo coerente, e dopo aver cantato della propria morte da giovane s'è impegnato per realizzarla.Con mio grande rammarico un bel giorno c'è riuscito, trovando attorno a se proprio quel vuoto che credeva di avere(hanno trovato il cadavere dopo molto tempo, e nel classico stato avanzato di decomposizione), abbandonato a se stesso , lui che si era abbandonato già da molto tempo.
Io non l'ho mai dimenticato e mai lo farò, se c'è mistero accetto e rispetto, cosa che non fanno gli altri componenti del gruppo, i quali hanno pensato bene di uscire a marzo con un nuovo album sotto il sacro nome di " Alice in chains ".Sbagliato.
Voi non siete gli Alice in chains. Non senza Layne.
Spero non guadagnerete un dollaro con questa operazione criminale, del resto nelle altre uscite fatte dopo la sua morte non ci siete andati lontani.
Se volete produrre materiale fatelo, ma per carità, cambiate nome !
P.S.: Guardatevi l'unplugged qualche sera...

mercoledì 1 ottobre 2008

I bolscevichi di wall street


Il tempo è galantuomo!
Per anni ci sono state raccontate delle balle fenomenali. Ci dicevano che dovevamo preparaci a vivere in un mondo globalizzato, dove il libero mercato sarebbe stato il vero ed unico protagonista al centro della scena. Un libero mercato che doveva penetrare ovunque, "modernizzando" qualsiasi settore, welfare compreso. E così si sono succedute un'infinità di liberalizzazioni: banche, assicurazioni, telecomunicazioni, elettricità, acqua, metano e prezzi di beni che prima erano imposti dallo stato, come pane e benzina. E anche il mercato del lavoro doveva adeguarsi ai tempi con una flessibilità sempre maggiore. Tutta questa "libertà" doveva garantire a noi cittadini, anzi a noi consumatori, dei prezzi sempre più concorrenziali ed una maggiore efficienza.
Sappiamo tutti come sono andate a finire le cose... bollette, mutui, tariffe, disservizi ed inefficienza parlano da sole.
Ciò è accaduto perché c'è stata raccontata una bugia originaria di dimensioni colossali: il libero mercato non ha bisogno dello stato, che è anzi un intralcio, ma si regola da solo.

Ora verrebbe da chiedersi il motivo per cui la crisi finanziaria che sta travolgendo i mercati di tutto il mondo, divorando importantissime banche di dimensioni planetarie, che sono il non plus-ultra del liberismo, dell'economia globalizzata, non venga affrontata con le stesse semplici regole del liberismo: lasciare fare al mercato. Anzi di fronte a questa crisi, dagli esiti ancora non prevedibili, gli stati e le banche centrali stanno attuando dei comportamenti che sono l'esatto contrario del liberismo: la nazionalizzazione. Ovvero gli stati, per non far fallire le banche, le comprano, le statalizzano, scaricando di conseguenza i debiti di queste sui contribuenti.

Ve lo immaginate: gli alfieri del libero mercato non trovano di meglio che agire come un grigio burocrate brezneviano. Il tanto vituperato stato si prende la sua rivincita ma a che prezzo? Molto caro per noi, come al solito. Ma almeno si abbia la decenza di dire al mondo la verità. Perché il re è nudo, ed il libero mercato globale è fallito.

venerdì 26 settembre 2008

"Ehi ascoltami, sono io nello stereo..."


La critica ufficiale propende per Crooked Rain, Crooked Rain o Slanted & Enchanted, ma per me il miglior disco dei Pavement è sicuramente Brighten the Corners. Uscito nel 1997 come quarto album da studio, quando oramai si erano affermati nella scena indie, questo si può considerare il lavoro della piena maturità artistica del quintetto californiano.
La peculiarità dei Pavement è quella di poter essere stati potenzialmente un gruppo mainstream, capace di sfornare molte canzoni di sicuro successo commerciale, sfruttando l'onda lunga del grunge. Invece Malkmus, il leader e cantante, è riuscito a stravolgere questa caratteristica, imprimendo alla musica del gruppo una sonorità pressochè unica. Le canzoni dei Pavement sono deviate, stonate, sghembe, stralunate, scazzate. E' come se, facendo un paragone cinematografico, Gondry avesse girato Animal House.
Canzoni come Stereo , Shady Lane o Embassy Row sono delle perle dell'indie anni '90, che invito tutti a riascoltare, detrattori compresi, dopo 11 anni di stagionatura. Per apprezzare che, come per il vino buono, l'invecchiamento ne esalta lo spessore.